mercoledì 26 febbraio 2025

Elisa

Mi appari spesso nei sogni, dolce bambina.

Io ti ricordo così, mentre ti affacciavi all'età adulta e ancora non sapevi cosa ti avrebbe riservato il futuro.

Non c'erano dubbi che tutto sarebbe stato meraviglioso; eri bellissima, molto ammirata e molto amata. Chiunque ti conosceva rimaneva abbagliato perché, anche se la bellezza  è una qualità che viene regalata senza alcun merito, la tua timidezza nascondeva la fragilità e forse nemmeno tu avresti voluto essere cosi bella. Non è facile avere tutto e nello stesso tempo sentirsi incompresi e quante volte tu...dolce ragazza mi hai espresso i tuoi timori, mi hai raccontato che ciò che possedevi interiormente non veniva apprezzato perché ad abbagliare il mondo era la tua apparenza. 

Hai saputo trasformare le mie noiose estati in risate e chiacchiere, tant'è che in alcuni istanti mi pareva di avere la tua età mentre anagraficamente avrei potuto esserti madre. 

Mi appari in sogno e spesso mi rimproveri di avere abbandonato quel lettino, quell'ombrellone. Ma come avrei potuto sapere che non ti avrei più rivista? Sapevo che la vita avrebbe continuato a sorriderti, che avresti trovato la tua strada e che forse prima o poi saresti diventata anche tu una mamma. Come potevo pensare che davanti a te ci fosse il buio? Tu eri il sole, non so raccontarti con parole diverse. Tu eri ciò che amavi. Per me eri l'estate, la gioventù, il caldo e le risate. Eri la ragazza con l'estate addosso come la canzone che ti risuonava nelle cuffiette. Eri il telefono color rosa, il glamour, l'animalier e il fluo. Dio quante cose eri e quante cose avresti dovuto ancora diventare. Per me la spiaggia rimarrai tu. Ogni qualvolta fisso il tramonto dalla battigia penso ai nostri momenti. In quei tardi pomeriggi si posavano i libri, i telefoni e si parlava di tutto e di niente. I mille segreti che resteranno nostri, i sospiri per chi forse non meritava nemmeno uno sguardo e la tua dolce e serena fragilità. Non ti ho detto addio, non ho nemmeno mai lontanamente immaginato che tu te ne potessi andare. Non era immaginabile che nei piani di qualcuno superiore a noi ci fosse la decisione che la tua gioventù venisse spezzata, lasciando che le lacrime rubassero il posto ai sorrisi. Dolce fanciulla in quella Chiesa in un autunno appena iniziato ti sei posata sui tuoi cari con sembianze di farfalla. Ti ho vista volare, inebriata da quella libertà che negli ultimi mesi ti era stata negata. Spiritualmente ho sentito che eri lì e che cercavi di portare pace a quell'anima  in prima fila che ti amava più della sua vita stessa.

So che tornerai a trovarmi in sogno, sono due anni che lo fai o forse sono io che cerco te perché non ho mai accettato la tua partenza. E nei sogni ti aspetto, allegra e abbronzata come allora...e so già che se cercherò di trattenerti per mano ti trasformerai in una meravigliosa farfalla.



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